Nel II sec. d.C. Apuleio scrisse “La Metamorfosi”, nella quale
ritroviamo la novella di Amore e Psiche, una delle tipiche fiabe
di magia in cui una bellissima ragazza di nome Psiche, che
significa “anima”, di cui si innamora perdutamente il dio
Cupido, figlio di Venere, il quale trasporta Psiche in uno
splendido palazzo e la fa sua sposa, imponendole tuttavia di non
cercare mai di conoscere la sua identità. Ma come in tutte le
fiabe, esistono gli antagonisti;in questo caso sono le sorelle di
Psiche, gelose del suo sposo, e Venere che non accetta il fatto
che la sposa del figlio sia una mortale. La povera ragazza,
influenzata dai consigli delle sorelle, disobbedisce a Cupido, che
quindi l'abbandona; disperata va alla ricerca dell'amato, cadendo
però nelle mani di Venere, che la costringe a sottoporsi a prove
impossibili, dalle quali però esce vittoriosa grazie ad aiuti
divini. Non manca però il lieto fine:Giove celebrerà le nozze
tra i due giovani, dando a Psiche il dono dell'immortalità e il
titolo di dea. Attorno ai due protagonisti si muovono poi altri
personaggi appartenenti al mondo degli uomini (ad esempio le
sorelle “cattive” di Psiche), degli dèi (ad esempio Venere,
Giove, Pan) e della natura magicamente animata (ad esempio
animali, fiumi ad alberi parlanti), in un continuo intreccio fra
realismo e magia. |
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